Lavoro: risolvere problema esodati

Sono convinto che le riforme del governo Monti sulle pensioni e sul mercato del lavoro debbano essere corrette; tra le priorità  del nuovo governo c’è sicuramente il problema della salvaguardia dei lavoratori rimasti senza reddito a seguito della riforma previdenziale e lo sblocco dell’indicizzazione delle pensioni.
Secondo una ricerca della Cgil la riforma del mercato lavoro del ministro Fornero ha peggiorato la situazione. Cresce il numero dei contratti a termine non rinnovati e diminuisce quello delle stabilizzazioni. Per quanto riguarda l’occupazione vanno semplificate le tipologie flessibili di ingresso al lavoro e le relative procedure burocratiche. Infine, l’emergenza occupazione impone di trovare immediatamente le risorse per finanziare la cassa integrazione in deroga per il 2012 e il 2013, come richiesto dalle regioni e dai sindacati. Senza una scelta che privilegi il sostegno alla crescita e non le politiche di rigore esclusivo, il Paese non potrà uscire dall’attuale situazione di recessione dell’economia. Un piano straordinario per l’occupazione giovanile che si caratterizzi per una diminuzione del costo del lavoro per le nuove assunzioni a tempo indeterminato, può  essere la soluzione necessaria in questa situazione per sostenere, contemporaneamente, la competitività delle imprese e l’aumento dell’occupazione giovanile.


Crisi: calo produzione industriale? Necessario abbandonare ricette di solo rigore

Ancora dati negativi sulla produzione industriale e sulla cassa integrazione che confermano l’esigenza che il nuovo governo affronti, da subito, i temi più urgenti. Le risorse per la Cig in deroga vanno sbloccate, così come deve essere affrontato il tema dei lavoratori rimasti senza reddito a causa della riforma Fornero. una priorità per il Pd che si è battuto in parlamento riuscendo a salvaguardare 130 mila lavoratori. la battaglia deve adesso continuare. Infine, l’emergenza occupazione, soprattutto quella giovanile, sottolinea l’esigenza di un piano di intervento straordinario che incentivi le imprese alle assunzioni a tempo indeterminato, attraverso uno sconto fiscale o contributivo che renda il lavoro stabile maggiormente vantaggioso. E’ necessario abbandonare le ricette di solo rigore.


Pensione, con Maria Luisa Gnecchi dico: “Fornero corregge suo errore su 15 anni di contributi”

pensioniFinalmente il ministro Fornero, come chiesto ripetutamente dal Pd, ha dato il via libera alla circolare Inps che fa chiarezza sul mantenimento del diritto alla pensione di vecchiaia per migliaia di lavoratori con i requisiti contributivi di 15 anni previsti dalla riforma Amato. È un risultato importante perché la circolare riguarda in particolare donne, la cui vita lavorativa è stata discontinua, che hanno maturato alcuni anni di contribuzione prima del dicembre 1992, per uscire successivamente dal mercato del lavoro con la prospettiva di fruire della pensione di vecchiaia una volta raggiunto il requisito anagrafico. Il ministro si è assunta il merito di garantire il diritto alla pensione per 65mila persone, quasi tutte donne, mentre sta solo riconoscendo uno dei suoi errori: aveva, infatti, imposto all’Inps un’interpretazione restrittiva che cancellava il requisito dei 15 anni maturati entro il 31 dicembre ‘92 senza aver abrogato la legge. In commissione Lavoro abbiamo presentato un’interrogazione alla quale ha risposto il viceministro Martone, per chiedere di correggere quanto fatto da Fornero in merito al requisito dei 15 anni per le donne che il ministro stesso aveva cancellato con atto amministrativo.


Lavoro: proposte Monti? Sbagliata balcanizzazione dei modelli contrattuali

lavoroCi fa piacere che finalmente Ichino si preoccupi di garantire la rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro anche ai sindacati nazionalmente rappresentativi non firmatari degli accordi applicati a livello aziendale. Noi siamo d’accordo e vorremmo sommessamente ricordare che il Pd, nel corso di questa legislatura, ha già presentato una proposta di legge che ha l’obiettivo di correggere l’articolo 19 dello statuto dei lavoratori, che affronta il tema della rappresentanza nei luoghi di lavoro, riportandolo alla formula originaria ante referendum del 1995. Quello che Ichino e Monti spacciano per una grande novità è, in realtà, una nostra proposta alla quale non si è finora prestato ascolto. Ben vengano le conversioni in corso d’opera. Per quanto riguarda l’insieme delle proposte di Monti sul mercato del lavoro aspettiamo di vedere il testo definitivo ma ribadiamo che non ci sembra percorribile la strada della sperimentazione a livello regionale perché si creerebbe il rischio di una balcanizzazione dei modelli contrattuali. Inoltre, noi vogliamo cancellare l’articolo 8 del dl 138 di Sacconi che introduce la possibilità di derogare a livello aziendale leggi e contratti: la nostra scelta, invece, è quella di far riferimento all’impianto di regole definito unitariamente da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria nel giugno 2011 e di prevedere l’attivazione di un tavolo di concertazione con i sindacati che rappresentano il lavoro e l’impresa per definire le correzioni alla riforma Fornero.


Lavoro: scommesse Fornero hanno prodotto drammi sociali

lavoroIl governo Monti ha fatto troppe scommesse: quella sulle pensioni e quella sul mercato del lavoro, come ha ribadito oggi il ministro Fornero. Purtroppo, nonostante i nostri avvertimenti, queste scommesse non sono andate a buon fine. Questo vale sicuramente per la riforma delle pensioni, che ha prodotto il dramma dei cosiddetti esodati, e rischia di valere anche per il mercato del lavoro perché i dati sulle assunzioni stanno peggiorando anche a seguito delle nuove regole. Per questo riteniamo che queste riforme vadano corrette profondamente con il concorso delle parti sociali e attraverso il metodo della concertazione. Questi obiettivi dovranno far parte dei contenuti fondamentali dell’azione del prossimo governo.


Esodati: Monti non sminuisca, da errori tecnici un vero disastro sociale

Esodati-in-corteo-300x225Il governo Monti ha commesso un grave errore sul tema delle pensioni, come ha riconosciuto a suo tempo lo stesso ministro Fornero. Noi avevamo avvertito l’esecutivo dei tecnici, già a dicembre del 2011, ma siamo rimasti inascoltati: in nessun paese dell’occidente una riforma delle pensioni è stata fatta senza un principio di gradualità, come invece è stato imposto all’Italia abolendo in un solo colpo le pensioni di anzianità. La nostra battaglia parlamentare, durata un anno, ha tuttavia consentito, con ben tre successive modifiche, di salvaguardare 130 mila lavoratori risolvendo parzialmente il problema. Alla fine, abbiamo costituito un fondo, alimentato da 100 milioni di euro e dai risparmi che si realizzeranno rispetto ai 10 miliardi di euro stanziati per il totale dei salvaguardati. Questo fondo dovrà essere rifinanziato anno per anno per affrontare e risolvere il problema di chi è rimasto senza reddito perché ha perso il lavoro e rimarrà per molti anni in attesa della pensione: un vero disastro sociale. Questo problema non può essere sminuito e dovrà essere risolto dal prossimo governo.


Esodati: basta polveroni su cifre, lavorare per correggere errori Monti

esodatiBisogna avere rispetto per le persone e non sollevare, ancora una volta, inutili polveroni sul tema degli esodati. L’Inps ha fornito a suo tempo una stima dei lavoratori rimasti senza reddito a seguito della riforma delle pensioni e il ministro Fornero la conosce perfettamente. Non ci sono nuove elaborazioni da parte dell’istituto e quindi siamo al punto di partenza: dobbiamo correggere l’errore che è stato commesso dal governo Monti e di questo dovrà farsene carico il prossimo esecutivo. Per quello che ci riguarda non intendiamo più legarci a numeri, che in molte occasioni vengono contraddetti, ma vogliamo lavorare per garantire il diritto, a coloro che hanno maturato i requisiti e che hanno perso il lavoro nel corso del 2011, di poter andare in pensione con le vecchie regole.