Lavoro: Inps faccia chiarezza su 25 mila lettere ad esodati

Ormai è chiaro a tutti l’errore commesso da Monti con l’ultima riforma delle pensioni: aver cancellato di botto le quote di anzianità e, di conseguenza, non aver previsto alcuna gradualità nel passaggio dalle vecchie alle nuove regole, ha creato il problema dei cosiddetti esodati. A quell’errore abbiamo posto parziale rimedio, grazie ad una forte battaglia parlamentare del Pd, salvaguardando 130 mila lavoratori con una spesa di quasi 10 miliardi di euro. Il nuovo governo dovrà completare l’opera di tutela consentendo a chi è rimasto senza reddito di poter andare in pensione con le vecchie regole, se si è licenziato o è stato licenziato entro il 2011. Inoltre il sistema dovrà recuperare per tutti un principio di flessibilità e di gradualità nell’uscita verso la pensione. Come annunciato dall’Inps, in questi giorni stanno arrivando le prime 25 mila lettere del contingente dei 65 mila salvaguardati. Quello che vogliamo chiedere all’istituto di previdenza è di confermare, in modo formale, che tutti coloro che hanno ricevuto la lettera siano già da considerare fra i lavoratori salvaguardati. Questa nostra interpretazione è sicuramente quella giusta ma vorremmo avere una conferma dall’Inps al fine di fugare ogni dubbio perché non è possibile sottoporre le persone a continue prove di appello dando l’impressione di stare dentro ad una lotteria.


Lavoro: risolvere problema esodati

Sono convinto che le riforme del governo Monti sulle pensioni e sul mercato del lavoro debbano essere corrette; tra le priorità  del nuovo governo c’è sicuramente il problema della salvaguardia dei lavoratori rimasti senza reddito a seguito della riforma previdenziale e lo sblocco dell’indicizzazione delle pensioni.
Secondo una ricerca della Cgil la riforma del mercato lavoro del ministro Fornero ha peggiorato la situazione. Cresce il numero dei contratti a termine non rinnovati e diminuisce quello delle stabilizzazioni. Per quanto riguarda l’occupazione vanno semplificate le tipologie flessibili di ingresso al lavoro e le relative procedure burocratiche. Infine, l’emergenza occupazione impone di trovare immediatamente le risorse per finanziare la cassa integrazione in deroga per il 2012 e il 2013, come richiesto dalle regioni e dai sindacati. Senza una scelta che privilegi il sostegno alla crescita e non le politiche di rigore esclusivo, il Paese non potrà uscire dall’attuale situazione di recessione dell’economia. Un piano straordinario per l’occupazione giovanile che si caratterizzi per una diminuzione del costo del lavoro per le nuove assunzioni a tempo indeterminato, può  essere la soluzione necessaria in questa situazione per sostenere, contemporaneamente, la competitività delle imprese e l’aumento dell’occupazione giovanile.


Crisi: correggere riforme Monti nel segno dell’equità

Il prossimo governo di centrosinistra dovrà intervenire in primo luogo sulla condizione dei pensionati e sull’occupazione. Si tratta di vere emergenze per il paese che debbono trovare risposta immediata. Sul tema delle pensioni, oltre a risolvere il tema dei cosiddetti esodati, va rimosso, già a partire da quest’anno, il blocco delle indicizzazioni introdotto con la riforma Fornero e va attuata una politica di welfare per dare agli anziani una vita dignitosa. Sul terreno dell’occupazione, oltre ad un piano straordinario per i giovani, va garantita una totale copertura per il 2013 della cassa integrazione in deroga e vanno ripristinate le risorse per incentivare l’assunzione di lavoratori in mobilità. Queste stesse richieste sono state avanzate da Cgil, Cisl e Uil per correggere gli errori delle riforme dell’esecutivo Monti. Il nuovo governo di centrosinistra dovrà dare al paese un segno di discontinuità sulle politiche economiche, accantonando la scelta del solo rigore e potenziando la destinazione di risorse per la crescita e l’equità sociale.


Pensione, con Maria Luisa Gnecchi dico: “Fornero corregge suo errore su 15 anni di contributi”

pensioniFinalmente il ministro Fornero, come chiesto ripetutamente dal Pd, ha dato il via libera alla circolare Inps che fa chiarezza sul mantenimento del diritto alla pensione di vecchiaia per migliaia di lavoratori con i requisiti contributivi di 15 anni previsti dalla riforma Amato. È un risultato importante perché la circolare riguarda in particolare donne, la cui vita lavorativa è stata discontinua, che hanno maturato alcuni anni di contribuzione prima del dicembre 1992, per uscire successivamente dal mercato del lavoro con la prospettiva di fruire della pensione di vecchiaia una volta raggiunto il requisito anagrafico. Il ministro si è assunta il merito di garantire il diritto alla pensione per 65mila persone, quasi tutte donne, mentre sta solo riconoscendo uno dei suoi errori: aveva, infatti, imposto all’Inps un’interpretazione restrittiva che cancellava il requisito dei 15 anni maturati entro il 31 dicembre ‘92 senza aver abrogato la legge. In commissione Lavoro abbiamo presentato un’interrogazione alla quale ha risposto il viceministro Martone, per chiedere di correggere quanto fatto da Fornero in merito al requisito dei 15 anni per le donne che il ministro stesso aveva cancellato con atto amministrativo.


Monti: intollerabile legare manovra ad esito elettorale

mario-montiAnche per noi è una priorità alleggerire l’Imu e diminuire il costo del lavoro a tempo indeterminato, ci fa piacere che Monti si sia convertito a queste idee, sarebbe stato più semplice se le avesse accolte quando abbiamo presentato gli emendamenti alla sua ultima legge di stabilità. Non vorremmo che, preso dalla foga della campagna elettorale, Mario Monti promettesse soltanto mari e monti. In ogni caso, è intollerabile collegare le manovre economiche all’esito elettorale. Mi preoccuperei invece del fatto che le retribuzioni vengono mangiate dall’inflazione, con un misero aumento del 1,5 per cento nel corso del 2012, il peggior risultato degli ultimi trent’anni. Per il Pd il punto essenziale resta la crescita del paese e siamo più che mai convinti che per raggiungerla occorra, in primo luogo, ridare forza al potere d’acquisto delle famiglie e quindi alle retribuzioni e alle pensioni.


Lavoro: scommesse Fornero hanno prodotto drammi sociali

lavoroIl governo Monti ha fatto troppe scommesse: quella sulle pensioni e quella sul mercato del lavoro, come ha ribadito oggi il ministro Fornero. Purtroppo, nonostante i nostri avvertimenti, queste scommesse non sono andate a buon fine. Questo vale sicuramente per la riforma delle pensioni, che ha prodotto il dramma dei cosiddetti esodati, e rischia di valere anche per il mercato del lavoro perché i dati sulle assunzioni stanno peggiorando anche a seguito delle nuove regole. Per questo riteniamo che queste riforme vadano corrette profondamente con il concorso delle parti sociali e attraverso il metodo della concertazione. Questi obiettivi dovranno far parte dei contenuti fondamentali dell’azione del prossimo governo.


Esodati: Monti non sminuisca, da errori tecnici un vero disastro sociale

Esodati-in-corteo-300x225Il governo Monti ha commesso un grave errore sul tema delle pensioni, come ha riconosciuto a suo tempo lo stesso ministro Fornero. Noi avevamo avvertito l’esecutivo dei tecnici, già a dicembre del 2011, ma siamo rimasti inascoltati: in nessun paese dell’occidente una riforma delle pensioni è stata fatta senza un principio di gradualità, come invece è stato imposto all’Italia abolendo in un solo colpo le pensioni di anzianità. La nostra battaglia parlamentare, durata un anno, ha tuttavia consentito, con ben tre successive modifiche, di salvaguardare 130 mila lavoratori risolvendo parzialmente il problema. Alla fine, abbiamo costituito un fondo, alimentato da 100 milioni di euro e dai risparmi che si realizzeranno rispetto ai 10 miliardi di euro stanziati per il totale dei salvaguardati. Questo fondo dovrà essere rifinanziato anno per anno per affrontare e risolvere il problema di chi è rimasto senza reddito perché ha perso il lavoro e rimarrà per molti anni in attesa della pensione: un vero disastro sociale. Questo problema non può essere sminuito e dovrà essere risolto dal prossimo governo.