Esodati: basta polveroni su cifre, lavorare per correggere errori Monti

esodatiBisogna avere rispetto per le persone e non sollevare, ancora una volta, inutili polveroni sul tema degli esodati. L’Inps ha fornito a suo tempo una stima dei lavoratori rimasti senza reddito a seguito della riforma delle pensioni e il ministro Fornero la conosce perfettamente. Non ci sono nuove elaborazioni da parte dell’istituto e quindi siamo al punto di partenza: dobbiamo correggere l’errore che è stato commesso dal governo Monti e di questo dovrà farsene carico il prossimo esecutivo. Per quello che ci riguarda non intendiamo più legarci a numeri, che in molte occasioni vengono contraddetti, ma vogliamo lavorare per garantire il diritto, a coloro che hanno maturato i requisiti e che hanno perso il lavoro nel corso del 2011, di poter andare in pensione con le vecchie regole.


Esodati: bene pubblicazione decreto in GU, prossimo governo dovrà completare opera

esodatiE’ stato pubblicato ieri, sulla gazzetta ufficiale, il decreto del ministro del lavoro di concerto con quello dell’economia concernente la salvaguardia di altri 55 mila lavoratori, i cosiddetti esodati. Il decreto è del mese di ottobre 2012 e la sua pubblicazione era da tempo attesa. Anche questo capitolo è andato a buon fine e adesso ci occuperemo degli ulteriori 10 mila lavoratori da salvaguardare, per un totale di 130 mila persone. Il Pd ha sostenuto sin dall’inizio questa battaglia per consentire a questi lavoratori di poter andare in pensione con le vecchie regole e continuerà a monitorare la situazione. Il prossimo governo dovrà completare l’opera, per consentire ai lavoratori rimasti senza reddito a causa della riforma delle pensioni del ministro Fornero di poter accedere alle regole del precedente regime previdenziale.


Elezioni: e se invece dei sindacati abolissimo Grillo?

grillo (11010) (1)Se, anziché  abolire i sindacati, abolissimo Grillo? Questa è l’unica risposta possibile e provocatoria alle proposte demenziali del leader del M5S. Con la demagogia e il populismo non si va da nessuna parte e non si creano le condizioni per far uscire l’Italia dalla crisi che sta attraversando. E’ compito del Partito democratico riportare i contenuti della politica a proposte serie di riforma, a partire dal ripristino della concertazione con le parti sociali, strumento con il quale si può realizzare un patto sociale per lo sviluppo.
Una concertazione pragmatica, per obiettivi, capace di correggere le riforme delle pensioni e del mercato del lavoro e di dare impulso ad una politica industriale di sostegno all’innovazione dei settori produttivi strategici. Per raggiungere questi obiettivi, il ruolo dei sindacati che rappresentano il lavoro e l’impresa è come sempre decisivo.


Pensioni: bene dietrofront Inps, difesa stato sociale è cuore Agenda Bersani

inpsE’ positiva la nota del direttore generale dell’Inps, Mauro Nori, nella quale si conferma l’interpretazione dell’istituto di previdenza a proposito degli assegni per la pensione di inabilità civile al 100%. Nella nota, infatti, si specifica che si ‘continuerà a far riferimento al reddito personale dell’invalido e pertanto non a quello del nucleo familiare. Si tratta di un importante chiarimento che avevamo richiesto come Pd, perché per noi sarebbe stato inaccettabile far pagare, ancora una volta, alle persone più deboli il prezzo dei tagli alla spesa sociale. Del resto, si sarebbe creata una situazione paradossale e di ingiustizia sociale dal momento che per l’invalidità civile parziale non si è mai messo in discussione il principio del reddito individuale cosa che sarebbe stata invece fatta per gli invalidi totali. La difesa dello stato sociale è per noi una priorità ed è centrale nel programma con cui il Pd si candida a governare il paese.


Pensioni, a Monti dico: problema esodati va risolto e servono risorse

montiMonti, da Presidente del Consiglio, aveva promesso che il problema dei cosiddetti esodati sarebbe stato risolto. Le soluzioni trovate grazie alla nostra battaglia in parlamento sono state purtroppo parziali, pur salvaguardando 130 mila lavoratori con una copertura finanziaria di oltre 9 miliardi di euro. Adesso si tratterà di proseguire nella correzione per risolvere definitivamente il problema, introducendo un principio di maggior gradualità nel sistema pensionistico. Monti sa perfettamente che la riforma Fornero prevede un risparmio, da qui al 2060, di circa 350 miliardi di euro: si tratta di una cifra colossale all’interno della quale si possono ricavare le risorse per salvaguardare altri lavoratori.


Crisi: servono politiche che diano vigore a consumi

crisi_finanziaria1Secondo Confesercenti il 41% degli italiani non arriva a fine del mese. Se questo sondaggio dovesse trovare riscontro nella realtà si tratterebbe di un dato altamente drammatico. Se non si dà una scossa positiva all`economia e lavoro avremo di fronte a noi un lungo periodo di recessione. Questo conferma la necessità di un cambio di rotta nelle politiche che riguardano il nostro Paese e l`Europa. Ormai, anche gli alfieri del liberismo, hanno riconosciuto di aver favorito politiche che hanno portato a eccessi di austerità e quindi prodotto danni. Convinciamoci, dunque, che, accanto al rigore sui conti, per uscire da questa situazione occorre far riprendere vigore ai consumi. La politica s`impegni a migliorare il potere d`acquisto di pensioni e retribuzioni. Si pongano le base per il superamento del tetto all`indicizzazione delle pensioni, si favorisca il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro e si utilizzino le risorse stanziate per gli accordi aziendali di produttività.


Pensioni: circolare Inps su invalidi è iniqua e incostituzionale

inps1La circolare Inps del 28 dicembre scorso relativa alla rimodulazione delle indennità degli invalidi civili al 100% crea una situazione di profonda iniquità sociale, una disparità di trattamento e presenta profili d’incostituzionalità. Non comprendiamo come mai la prassi sin qui seguita e giustamente mantenuta per i non vedenti, i non udenti e gli invalidi parziali, che ha sempre considerato il reddito personale, debba d’ora in poi prendere a riferimento il reddito familiare per gli invalidi civili al 100%, con la conseguente perdita dell’indennità nel caso in cui si superi la soglia dei 16.127 euro. In questa situazione di crisi economica e sociale accanirsi, ancora una volta, su chi ha bassi redditi e porta il peso di una invalidità non è accettabile. Chiediamo una presa di posizione immediata dell’Inps che mantenga il preesistente regime più favorevole. Tutelare le persone più deboli ed a rischio deve restare un compito fondamentale della politica.