L’agenda Bersani, al contrario di quanto afferma Pietro Ichino, è l’unica proposta in grado di far svolgere all’Italia una politica di livello europeo. Va abbandonata la logica del puro rigore che ci porta inevitabilmente verso la strada della recessione e della disoccupazione. Il risanamento del debito pubblico è ancora necessario ma va accompagnato a una politica che guardi alla crescita e alla equità sociale. Per quanto riguarda la politica industriale, le pensioni e il mercato del lavoro andranno apportate importanti correzioni alle riforme del governo Monti per risolvere i problemi di iniquità sociale che esse hanno determinato.
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Fiat: Marchionne archivia ‘Fabbrica Italia’, ora piano un complessivo
Dopo la definitiva archiviazione del piano ‘Fabbrica Italia’, che prevedeva uno stanziamento di 20 miliardi di euro, Marchionne decide la strada degli investimenti stabilimento per stabilimento. Noi apprezziamo il fatto che si impieghino risorse per la produzione di nuovi modelli di auto. È stato fatto a Pomigliano per la Panda, a Grugliasco in provincia di Torino per la Maserati e adesso a Melfi per il suv della Jeep per un totale di tre miliardi. In questo momento si tratta di un segnale che non va sottovalutato e che contribuisce al radicamento territoriale di alcuni stabilimenti. Ma questo non ci deve far perdere di vista l’esigenza di ricostruire un piano complessivo nel quale sia chiaro, stabilimento per stabilimento, quali nuove vetture verranno prodotte, con quanti occupati e con quale innovazione di prodotto e di tecnologia. Sarà compito del prossimo governo varare un piano nazionale per la mobilità ed indicare le linee di politica industriale di sostegno al settore dell’auto in termini di innovazione di prodotto sul versante della sostenibilità ambientale e della sicurezza del trasporto
Istat: dati confermano grave eredità lasciata da Berlusconi
I dati Istat certificano l’esistenza di una grave crisi occupazionale già nel corso del 2011. Risulta chiaro, in questo modo, che l’eredità lasciata dal governo Berlusconi è stata pesante anche sul terreno sociale. Balza agli occhi come in quell’anno oltre un milione di disoccupati avesse una età inferiore ai 35 anni e come nel Mezzogiorno poco più di 6 donne ogni dieci in età lavorativa non partecipasse al mercato del lavoro. Anche per quanto riguarda la durata della disoccupazione si registra il fatto che nel 2011 quella di lunga durata sia arrivata al 51,3%. Questi dati dell’annuario Istat testimoniano l’esistenza di una Italia malata, incapace di dare risposte al tema fondamentale del lavoro, soprattutto per quella parte debole rappresentata da giovani, donne e Mezzogiorno. Il Pd continuerà la sua battaglia per una politica di sviluppo e di difesa dalla disoccupazione, consapevole che il 2013 continuerà ad essere un anno molto difficile con gravi rischi di una crescente tensione sociale.
Governo: irresponsabilità Pdl lascia allibiti
La totale irresponsabilità del PDL ci lascia tutti allibiti. In questo modo si rendono inutili i pesanti sacrifici fin qui sostenuti per uscire dalla crisi e si rischia di riconsegnare il Paese a quello stato di incertezza nel quale Berlusconi ci aveva lasciato lo scorso anno. Il centrodestra ci vuole rimandare in quel baratro dal quale eravamo usciti con grande fatica. Il leale impegno del Partito democratico, nei confronti del governo, non verrà a mancare data la difficile situazione economica e sociale del Paese che richiede alla politica il massimo senso di responsabilità.
Piattaforma politica sociale
Parlamento: si alla riduzione dei Deputati ma no alla politica degli spot
C’è una politica che e’ un po’ a impulso spot: ho l’impressione che il quando il premier si trova in difficolta’ si inventa subito la misura populista da riverniciare. Ci sono tantissime proposte che affrontano questo argomento le hanno fatte sia maggioranza sia opposizione. Basterebbe riprenderle. Noi non abbiamo ostacolato l’idea di andare a una razionalizzazione o a una diminuzione dei costi anche attraverso il numero dei parlamentari ma smettiamola con questa politica a spot e annuncio.
ISTAT:PREOCCUPANTE IL DATO SU OCCUPAZIONE
I dati dell’Istat evidenziano, purtroppo, un andamento negativo dell’occupazione nel mese di giugno. E’ preoccupante il calo registrato nell’industria e il rallentamento di crescita nei servizi. Le grandi imprese, quelle sopra i 500 dipendenti, tornano a registrare anch’esse un decremento occupazionale, dopo un periodo di crescita che aveva interrotto una tendenza negativa che perdurava dall’inizio degli anni ’80. Questi dati sull’occupazione si collegano a quelli relativi all’aumento della Cassa integrazione, sia ordinaria che straordinaria, nel primo semestre del 2008 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.






