Fiat: convochi subito le organizzazioni sindacali

fiatLa Fiat, dopo l’abbandono del progetto Fabbrica Italia, affronta le situazioni produttive una per volta. A noi, invece, interessa comprendere quale sia il disegno complessivo dell’azienda, al fine di rassicurare il paese ed i lavoratori sul futuro produttivo ed occupazionale. Siamo passati dai 20 miliardi di euro inizialmente previsti, ad un investimento di 1 miliardo per ciascuno dei tre stabilimenti di Pomigliano, Mirafiori e Melfi. La decisione di mettere in cassa integrazione per due anni lo stabilimento potentino, se non è accompagnata da un piano industriale che chiarisca tempi, prodotti e livelli occupazioni finali, desta non poche preoccupazioni circa le scelte strategiche dell’impresa. La Fiat convochi immediatamente un tavolo di confronto con tutte le organizzazioni sindacali al fine di chiarire con precisione i contorni del piano industriale e di ristrutturazione.


Governo: 2012 si conclude con record di Cassa Integrazione

cassa-integrazioneIl 2012 sta per concludersi e ci porta 1 miliardo e 100 milioni di ore autorizzate di cassa integrazione. Per questo è fondamentale un programma di governo che assuma la centralità dell’occupazione, dello Stato sociale e della crescita del paese. Per raggiungere questi obiettivi occorre un cambio di passo rispetto al governo Monti ed una correzione delle riforme della previdenza e del mercato del lavoro e l’assunzione di chiari obiettivi di politica industriale a sostegno dei settori strategici dell’economia. L’agenda Bersani va in questa direzione e diventa un essenziale punto di riferimento per la costruzione di un programma di governo del centro sinistra che guardi all’Europa


Legge di Stabilità: bene aumento ammortizzatori sociali

Legge-di-Stabilità-2013-e-fondo-esodati-500x333Il progressivo incremento delle risorse destinate alla cassa integrazione in deroga rappresenta sicuramente una risposta positiva alla situazione di crisi. L’emendamento dei relatori alla legge di stabilità porta la cifra complessiva ad oltre 1,7 mld di euro: ci avviciniamo positivamente al prevedibile fabbisogno del 2013 stante il perdurare della situazione di recessione dell’economia italiana.
La risposta del Senato è tanto più  positiva perché coglie le preoccupazioni, particolarmente espresse dal Pd e dalle parti sociali, relative all’aumento della cassa integrazione ordinaria, straordinaria ed in deroga per il 2012.
Le nostre previsioni, per la fine dell’anno, ci dicono infatti che sfioreremo 1 miliardo e 100 milioni di ore autorizzate, quasi quanto si totalizzò nel 2010 che fu l’anno peggiore per l’utilizzo di cassa integrazione.
Inoltre, è necessario segnalare il fatto che la cassa integrazione in deroga rappresenta nel 2012 oltre il 33% delle ore autorizzate, ben 3 punti in piu’ rispetto al 2010. Da qui l’esigenza di concentrare i nostri soldi per le tutele sociali e per la difesa dell’occupazione.


Ue: basta politiche rigoriste, serve cambio di passo verso sviluppo e occupazione

Il tema dell’occupazione e delle tutele sociali deve essere al centro dell’azione del Governo in Italia ed in Europa. La situazione di crisi economica persiste e non consente di abbassare la guardia. Abbiamo alle volte il sospetto che la gravità della situazione non sia ben compresa. All’innalzamento del tasso di disoccupazione ed all’aumento della cassa integrazione, si sommano nuove emergenze: i lavoratori precari della pubblica amministrazione che rischiano di perdere il lavoro entro la fine dell’anno, la mancanza di risorse per la cassa integrazione in deroga e per i contratti di solidarietà nel 2013 e i lavoratori che, nonostante il passo avanti compiuto nella legge di stabilità, corrono il rischio di rimanere senza reddito nel corso dei prossimi anni. Le sole politiche del rigore non sono in grado di dare risposte a queste emergenze. Dopo il rinvio di oggi, la discussione sul bilancio europeo deve diventare la sede dove far pesare, in sede comunitaria, la richiesta di un cambio di passo verso politiche di sviluppo e occupazione. Altrimenti è alto il rischio di un aumento delle tensioni sociali.


Occupazione: dall’Europa allarme e preoccupazione

lavoro_-precarioLe parole rassicuranti del Presidente del consiglio, relative al fatto che la crisi sarebbe finita, stridono con i dati pesanti e preoccupanti sulla disoccupazione in Europa che ha segnato un ulteriore aggravamento e che toccherà il suo picco nel 2010. Tutti sanno che, anche qualora si dovesse registrare una inversione di tendenza nella crisi economica, il tasso di occupazione continuerebbe a scendere per un lungo periodo. L’accumularsi di indicatori negativi relativi alla cassa integrazione, alla disoccupazione, al potere d’acquisto delle famiglie e alla diminuzione della loro capacità di risparmio, sottolineano la necessità che il governo intervenga rapidamente con misure adeguate. Il Partito Democratico ha già presentato numerose proposte di legge che riguardano la cassa integrazione, il reddito minimo d’inserimento e l’indennità di disoccupazione universale e presentato mozioni ed emendamenti alle proposte del governo. In occasione della prossima legge finanziaria questo insieme di soluzioni da noi avanzate dovrà costituire, con gli arricchimenti necessari, una proposta organica e alternativa del partito democratico nei confronti di una manovra di governo assolutamente insufficiente.


Occupazione: la situazione è drammatica

Basteranno i dati dell’Istat di oggi per convincere il governo che siamo in una situazione occupazionale drammatica. La disoccupazione nell’eurozona e’ al 9,5, in Italia la cassa integrazione in un anno e’ quintuplicata e c’e’ un crollo dei lavoratori interinali con 100.000 posti di lavoro in meno, calcolati a tempo pieno. Continuare ad usare toni ottimistici, come fa il governo, e’ un atto di totale irresponsabilita’. Chiediamo che l’esecutivo convochi un tavolo con le parti sociali sulla crisi occupazionale e produttiva a tempi brevi per varare misure straordinarie: in primo luogo, il raddoppio della durata della cassa integrazione ordinaria e l’adozione di un assegno di disoccupazione universale pari al 60% dell’ultima retribuzione, che valga, quindi, per tutti i lavoratori, contratto a progetto e interinali compresi.


BCE: Il governo sbaglia e trascura il problema occupazione

bceI dati della Bce non vanno letti a metà o con interpretazioni di comodo, come stanno facendo gli esponenti del governo. Se, come dice la Banca Centrale Europea, ci avviciniamo a toccare il fondo della crisi, per quanto riguarda la disoccupazione avremo effetti negativi di lungo periodo. Infatti, nell’analisi si evidenzia la crescita del tasso di disoccupazione di Eurolandia che ha abbondantemente sfondato il tetto del 9% con effetti che saranno particolarmente gravi nel prossimo autunno. Non si può tacere che la Bce evidenzi il pericolo occupazione a causa del persistente calo di fiducia e degli effetti ritardati della diminuzione dell’attività economica. Piuttosto, il governo dovrebbe preoccuparsi di varare nuove politiche per il reinserimento dei lavoratori disoccupati perchè, come denuncia Francoforte, gli effetti negativi sul mercato del lavoro saranno durevoli. Il Pd insiste nella richiesta di raddoppiare la durata della cassa integrazione ordinaria da portare a 24 mesi e nell’adozione di un assegno universale di disoccupazione pari al 60% dell’ultima retribuzione che valga anche per i molti lavoratori che oggi non dispongono di alcuna tutela.