La manovra estiva firmata dal ministro Tremonti contiene all’art. 19 una norma che costringe le societa’ a partecipazione pubblica ad adottare le stesse regole della pubblica amministrazione per quanto riguarda le assunzioni. Verranno coinvolte tra le altre, societa’ come Poste italiane, Rai, Ferrovie dello Stato e municipalizzate. Con queste norme saranno imposti vincoli come la partecipazione ai concorsi e le assunzioni saranno sottoposte alle stesse limitazioni della pubblica amministrazione. Questa regola che produrra’ nuovi disoccupati e mettera’ in mora la contrattazione sindacale. Che fine fara’ l’accordo definito dai sindacati con Poste italiane per l’assunzione di 15.000 lavoratori precari? Questi lavoratori dovranno riprendere la strada dei contenziosi legali per ottenere cioe’ che spetta loro di diritto? Lo stesso discorso vale per le altre societa’ nelle quali sono intercorsi accordi tra le parti sociali. Come Partito Democratico ci opporremo con forza a questo nuovo attacco all’occupazione.
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Chiusura Indesit: si mantengano le produzioni in Italia e si tuteli l’occupazione
“Non è accettabile la chiusura dello stabilimento Indesit di None. Chiediamo che l’azienda mantenga un’attività industriale a Torino e su questa base negozi, con un apposito tavolo di trattative, la riorganizzazione produttiva dello stabilimento con le organizzazioni sindacali.
La logica che va rifiutata è quella della delocalizzazione fondata sui costi. L’azienda deve spiegare come mai nel settore degli elettrodomestici il prodotto che viene decentrato è proprio quello più pregiato e a maggior valore aggiunto delle lavastoviglie. E deve spiegare come mai, pur essendo di costo inferiore a quello della concorrenza, il prodotto Indesit perde quote di mercato.
La vera sfida è ancora una volta quella della qualità e dell’innovazione che chiediamo all’azienda come al Governo. Quest’ultimo deve sostenere in modo efficace i settori produttivi che hanno situazioni critiche. Gli incentivi all’acquisto degli elettrodomestici sono ‘finti’ se collegati alla ristrutturazione dell’abitazione, mentre dovrebbero essere direttamente collegati alla qualità e al tasso di innovazione del prodotto.
Accanto a questo si deve pretendere il mantenimento delle produzioni in Italia e la tutela dell’occupazione non in chiave protezionistica ma in collegamento allo sforzo di innovazione. Vorremmo inoltre che si chiarisse se il governo polacco eroga risorse a vantaggio dei produttori soltanto a condizione che ci siano crescite occupazionali in quel Paese. Se di questo si trattasse, saremmo di fronte a una perversa logica di ‘dumping sociale’ a scapito dei nostri lavoratori”.
On. Cesare DAMIANO
Responsabile Nazionale Lavoro PD
e Capogruppo alla Commissione Lavoro
Draghi: è condivisibile l’allarme sull’occupazione
L’allarme lanciato da Mario Draghi e’ condivisibile perche’ mette in luce come la crisi economica tenda ad aggravarsi e a colpire i ceti piu’ deboli. Da questo punto di vista la preoccupazione del governatore di varare una riforma degli ammortizzatori sociali, che vada al di la’ di misure contingenti, e’ la risposta giusta al problema delle tutele sociali di fronte al rischio disoccupazione il governo potrebbe attuare la delega che deriva dal protocollo del 23 luglio del 2007.
Lavoro: allarmanti dati Istat sull’occupazione
Il calo dell’occupazione nelle grandi imprese, rivelato dall’Istat nel mese di ottobre, e’ tra i piu’ negativi nell’ultimo periodo. Questo conferma la necessita’ di una politica a sostegno dell’occupazione che passa anche attraverso gli incentivi ai settori strategici dell’economia. ‘Per parte nostra insistiamo sull’esigenza di intervenire in particolare sul comparto automobilistico, che rappresenta un volano fondamentale per l’occupazione e l’innovazione.
Precari a casa. Con la finanziaria del governo

Le scelte politiche non sono neutrali, hanno le loro concrete e drammatiche conseguenze. Lo sa il ministro Brunetta che a Roma l’eventuale approvazione della prossima Legge Finanziaria, segnatamente l’Art. 37-bis, avrebbe degli effetti immediati e drammatici su 450 lavoratrici e lavoratori, che dopo anni di lavoro precario per l’amministrazione capitolina vedrebbero svanire la possibilita’ di essere stabilizzati? Queste lavoratrici e lavoratori da anni garantiscono l’erogazione di servizi essenziali alla cittadinanza, come ad esempio l’assistenza sociale alle fasce piu’ deboli della popolazione.
E’ doveroso per noi, e dovrebbe esserlo per gli amministratori locali che hanno la responsabilita’ della qualita’ e del funzionamento dei servizi del Comune di Roma, sostenere la battaglia per la stabilizzazione di questo personale. Cosa ne pensa il sindaco Alemanno? L’esempio di Roma puo’ essere moltiplicato per gli 8.000 comuni d’Italia. In un momento di crisi grave come l’attuale le scelte del governo aggiungono nuova disoccupazione, mentre, a livello globale la politica si interroga sul modo migliore di fermare la recessione e tutelare l’occupazione.
Le insensatezze di questo governo.
Voglio rispondere al Ministro Brunetta che ha dichiarato che i fannulloni sono di sinistra..
Dire che i fannulloni sono di sinistra e’ come dire che i macachi sono di destra, sono battute paradossali, senza senso, infondate, che dimostrano come il governo utilizzi categorie ideologiche che prescindono da un’analisi seria e reale dei fatti. Del resto la dimostrazione sta nel fatto che in un periodo di crisi straordinaria si scelga programmaticamente la strada dello scontro, dell’esibizione muscolare e della divisione del sindacato. Sarebbe invece necessario creare nel Paese uno spirito di unita’, con un concorso di forze in grado di affrontare la situazione. Negli Stati Uniti e nel mondo si parla di New deal e da noi sarebbe necessario ricreare lo ‘spirito del ’93’, cioe’ quello della concertazione e della coesione sociale, che porto’ un Paese sull’orlo del disastro al risanamento e all’ingresso nell’Europa.
Noi continuiamo ad insistere, invece, sulla necessita’ di un intervento forte e immediato a sostegno del potere d’acquisto delle famiglie e dei consumi; un intervento per ammortizzatori sociali universali che tutelino grandi e piccole imprese e lavoratori stabili e precari, e per una politica industriale a sostegno dei settori strategici dell’economia che faccia da volano per lo sviluppo e l’occupazione. Un po’ di serieta’ e un po’ di misura da parte dei ministri non guasterebbero.
Aiutare i giovani ad entrare stabilmente nel mondo del lavoro
Per aiutare i giovani a uscire dalla trappola del precariato abbiamo introdotto forme di stabilizzazione dell’occupazione, sia nel settore privato – ad esempio l’importante accordo per i 22 mila lavoratori dei call center -sia nel settore pubblico. Il ricorso alle collaborazioni a progetto è stato disincentivato attraverso l’innalzamento dei contributi previdenziali, prima dal 18% al 23% e adesso dal 23% al 26%; inoltre è stata estesa la tutela della maternità e della salute anche ai lavoratori atipici. Sono stati eliminati rapporti di lavoro particolarmente precarizzanti come il job on call e lo staff leasing. Abbiamo fissato un tetto al rinnovo dei contratti a tempo determinato per evitarne l’abuso. Con il protocollo sul welfare sono stati stanziati 40 miliardi di euro per lo Stato sociale per i prossimi dieci anni, con l’obiettivo primario di rendere più trasparente e inclusivo il mercato del lavoro.





