“Abbiamo abbandonato per protesta i lavori della commissione, insieme all’Udc e all’Idv, prima del voto relativo al decreto anticrisi presentato dal governo”. Lo afferma in una nota il capogruppo del Pd in commissione Lavoro, Cesare Damiano. “Abbiamo voluto in questo modo segnare una discontinuita’ per chiedere con forza al governo un radicale cambio di marcia nell’organizzazione dei lavori parlamentari – spiega Damiano – Non si puo’ piu’ pretendere un pronunciamento su decreti ‘mobili’ che vengono successivamente cambiati, in questo caso dalle commissioni Bilancio e Finanze, a causa degli emendamenti presentati soprattutto dallo stesso governo.
L’accordo raggiunto prima delle vacanze di fine d’anno prevedeva un doppio parere (provvisorio e definitivo) che ci e’ stato adesso negato per il ritmo parossistico che il governo impone ai lavori, il piu’ delle volte vanificato dai voti di fiducia”. In secondo luogo, sottolinea il parlamentare del Pd, “non si puo’ sottovalutare il ruolo che la commissione Lavoro puo’ svolgere su materie contenute in questo decreto come quelle che riguardano gli ammortizzatori sociali. La nostra proposta di apertura di un tavolo di concertazione governo, opposizione, parti sociali, e’ stata fin qui ignorata ed e’ questa la diretta conseguenza del modo sbrigativo con il quale questi argomenti vengono affrontati – conclude Damiano – dimostrando la mancata percezione da parte del governo della gravita’ della crisi”. Fonte IL VELINO

A luglio, quando era stato approvato la cosiddetta norma “ammazza-precari” – che impedisce al giudice del lavoro di reintegrare un lavoratore vittima di violazioni contrattuali al suo posto con un contratto a tempo indeterminato – avevamo denunciato la pericolosità di questa norma, sui cui peraltro pesa l’ombra di incostuzionalità. Il Governo aveva proclamato che la norma riguardava pochi casi, praticamente tutti alle Poste. Niente di più falso. Alcune aziende stanno utilizzando la “ammazza-precari” per licenziare i lavoratori che sono in causa con esse oppure che attendono un nuovo grado di giudizio del processo di lavoro. Poiché la norma vale per i procedimenti in corso potrebbero essere tantissimi quei lavoratori già reintegrati in primo grado che ora si vedranno licenziati e persino costretti a restituire l’indennità risarcitoria ricevuta dopo il primo grado di giudizio, sottratte le sei mensilità previste ora come penale massima dalla legge. Questo uso spregiudicato della norma è stato fatto dall’azienda “Strada dei parchi” del gruppo Toto-Benetton– gestore dell’autostrada Roma-Teramo – che ha licenziato quattro lavoratori già reintegrati in primo grado dal giudice. Abbiamo presentato una interrogazione urgente e il Governo imbarazzato ha scelto una risposta formale e assolutamente senza sostanza. In attesa che la Corte si pronunci sulla costituzionalità della norma il Governo, a tutela dei lavoratori, utilizzi subito la sua moral suasion nei confronti di “Strada dei parchi” affinché ritiri i licenziamenti. Si trovino poi le forme affinché le altre aziende non utilizzino questa norma.






