Dl anticrisi, Damiano: Abbandonata per protesta la commissione Lavoro

aula-montecitorio“Abbiamo abbandonato per protesta i lavori della commissione, insieme all’Udc e all’Idv, prima del voto relativo al decreto anticrisi presentato dal governo”. Lo afferma in una nota il capogruppo del Pd in commissione Lavoro, Cesare Damiano. “Abbiamo voluto in questo modo segnare una discontinuita’ per chiedere con forza al governo un radicale cambio di marcia nell’organizzazione dei lavori parlamentari – spiega Damiano – Non si puo’ piu’ pretendere un pronunciamento su decreti ‘mobili’ che vengono successivamente cambiati, in questo caso dalle commissioni Bilancio e Finanze, a causa degli emendamenti presentati soprattutto dallo stesso governo.

L’accordo raggiunto prima delle vacanze di fine d’anno prevedeva un doppio parere (provvisorio e definitivo) che ci e’ stato adesso negato per il ritmo parossistico che il governo impone ai lavori, il piu’ delle volte vanificato dai voti di fiducia”. In secondo luogo, sottolinea il parlamentare del Pd, “non si puo’ sottovalutare il ruolo che la commissione Lavoro puo’ svolgere su materie contenute in questo decreto come quelle che riguardano gli ammortizzatori sociali. La nostra proposta di apertura di un tavolo di concertazione governo, opposizione, parti sociali, e’ stata fin qui ignorata ed e’ questa la diretta conseguenza del modo sbrigativo con il quale questi argomenti vengono affrontati – conclude Damiano – dimostrando la mancata percezione da parte del governo della gravita’ della crisi”. Fonte IL VELINO


Lavoro: dal governo ennesima proroga sulla sicurezza

 

sicurezza20luoghi20lavoroIl governo si appresta a varare, secondo quanto si apprende oggi da alcuni autorevoli quotidiani, l’ennesima proroga di alcuni importanti adempimenti della legge 81 sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Va segnalato lo slittamento al giugno del 2009, per la seconda volta, dell’applicazione delle norme sulla valutazione dei rischi aziendali e delle relative sanzioni, nonche’ del termine per l’applicazione della norma che impone la comunicazione degli infortuni di durata superiore ad un giorno.
Un nuovo colpo di mano che chiarisce, al di la’ delle parole rassicuranti del ministro Sacconi, la scelta di manomettere l’impianto della legge.
Non si tratta piu’ di piccoli ritocchi formali, ma di veri interventi in profondita’, accompagnati dalla scelta di agire in modo unilaterale. Non e’ casuale la forte protesta unitaria, di merito e di metodo, di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, che condividiamo. Sono in pericolo le norme che tutelano la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, mentre si prende tempo per varare il decreto sui lavori usuranti.
Le belle parole e le lacrime di coccodrillo  dopo gli infortuni non servono, se alle parole non seguono i fatti. Le buone leggi vanno applicate e non cancellate.


L’ammazza precari sta producendo i suoi effetti negativi

sanprecarioA luglio, quando era stato approvato la cosiddetta norma “ammazza-precari” – che impedisce al giudice del lavoro di reintegrare un lavoratore vittima di violazioni contrattuali al suo posto con un contratto a tempo indeterminato – avevamo denunciato la pericolosità di questa norma, sui cui peraltro pesa l’ombra di incostuzionalità. Il Governo aveva proclamato che la norma riguardava pochi casi, praticamente tutti alle Poste. Niente di più falso. Alcune aziende stanno utilizzando la “ammazza-precari” per licenziare i lavoratori che sono in causa con esse oppure che attendono un nuovo grado di giudizio del processo di lavoro. Poiché la norma vale per i procedimenti in corso potrebbero essere tantissimi quei lavoratori già reintegrati in primo grado che ora si vedranno licenziati e persino costretti a restituire l’indennità risarcitoria ricevuta dopo il primo grado di giudizio, sottratte le sei mensilità previste ora come penale massima dalla legge. Questo uso spregiudicato della norma è stato fatto dall’azienda “Strada dei parchi” del gruppo Toto-Benetton– gestore dell’autostrada Roma-Teramo – che ha licenziato quattro lavoratori già reintegrati in primo grado dal giudice. Abbiamo presentato una interrogazione urgente e il Governo imbarazzato ha scelto una risposta formale e assolutamente senza sostanza. In attesa che la Corte si pronunci sulla costituzionalità della norma il Governo, a tutela dei lavoratori, utilizzi subito la sua moral suasion nei confronti di “Strada dei parchi” affinché ritiri i licenziamenti. Si trovino poi le forme affinché le altre aziende non utilizzino questa norma.

 

Comunicato degli on. Madia, Gatti, Damiano, Lolli (PD)


Governo a singhiozzo su Alitalia e sulla tutela dei lavoratori

alitaliaIl governo si contraddice sulle tutele per i lavoratori delle aziende dismesse e, con un emendamento al decreto infrastrutture approvato al Senato, danneggia quelli di Alitalia. Il governo anziche’ presentare un piano organico e straordinario di tutele sociali di fronte alla profondita’ della crisi, si muove a singhiozzo, con misure che da una Camera all’altra non reggono il principio di non contraddizione. Infatti, mentre il ministro Sacconi, finalmente, annuncia di voler dare maggiori risorse per gli ammortizzatori sociali, dall’altra parte esponenti della maggioranza, al Senato, cancellano con un emendamento le tutele dei lavoratori di rami di grandi aziende in crisi che vengono dismesse impedendo cosi’ il loro riassorbimento nelle nuove imprese. E’ una misura grave che segna l’ennesima scelta ai danni dei lavoratori, contribuendo a rendere ancora piu’ difficile la vicenda Alitalia.

Va ricordato che il primo stanziamento per le casse integrazioni era addirittura inferiore di 20 milioni di euro rispetto a quanto previsto lo scorso anno dal governo Prodi, in un momento nel quale la Cig era in calo. Adesso il governo e’ corso ai ripari aggiungendo, di fronte alle richieste dell’opposizione, 150 milioni per le tutele sociali che, pero’, non saranno sufficienti per affrontare la gravita’ della situazione, soprattutto se si vogliono tutelare, come noi chiediamo, anche i lavoratori precari.


Sicurezza sul lavoro: è una questione di civiltà. Né di destra né di sinistra.

aula-montecitorio“E’ un problema che riguarda la coscienza di ogni essere umano – ha detto Fini – una quotidiana emergenza” che deve trovare tutti “concordi nella volontà di risolvere”. Secondo il presidente della Camera troppo spesso si dimentica il valore del primo articolo della Costituzione, che fonda la Repubblica sul lavoro, “l’art 1 non è retorico” ha detto Fini “è necessario ridurre il rischio potenziale non solo con le norme ma con la verifica puntuale e continua della loro applicazione. Non ci può essere nessuna attenuante” ha sottolineato Fini “e la reazione deve essere adeguata”. Fondamentale secondo il Presidente della Camera è “non lasciare sole le famiglie” e ricordarsi che ci sono anche “incidenti ad esito non mortale” che però creano un numero molto alto di invalidi. Di tutela per i lavoratori ha parlato anche il ministro del lavoro del governo ombra del Pd Cesare Damiano, in un intervento fuori programma. Damiano ha iniziato ringraziando “il presidente Fini per la sensibilità che dimostra” nel lasciargli al parola e ha sottolineato la necessità di “preparare un terreno culturale” che aiuti a combattere davvero il dramma delle morti sul lavoro. “Parliamo ai nostri figli – ha detto Damiano – che oggi incontrano spesso discontinuità nel lavoro, lavoro nero, e noi dobbiamo prepararli” ha detto augurandosi “che la legge delega sui lavori usuranti diventi presto legge”. “E’ una questione di civiltà” ha detto Damiano, sottolineando che quella per la sicurezza sul lavoro “è una battaglia né di destra né di sinistra”.  


L’intervento alla Camera

aula-montecitorio

Ho pubblicato nella sezione in Parlamento l’intervento che ho pronunciato lunedì scorso alla Camera durante la discussione sulla mozione Veltroni (AC 1-00057 concernente le detrazioni fiscali per i redditi da lavoro e pensioni).

 

Scarica l’intervento in formato pdf.


Precari a casa. Con la finanziaria del governo

brunetta

Le scelte politiche non sono neutrali, hanno le loro concrete e drammatiche conseguenze. Lo sa il ministro Brunetta che a Roma l’eventuale approvazione della prossima Legge Finanziaria, segnatamente l’Art. 37-bis, avrebbe degli effetti immediati e drammatici su 450 lavoratrici e lavoratori, che dopo anni di lavoro precario per l’amministrazione capitolina vedrebbero svanire la possibilita’ di essere stabilizzati? Queste lavoratrici e lavoratori da anni garantiscono l’erogazione di servizi essenziali alla cittadinanza, come ad esempio l’assistenza sociale alle fasce piu’ deboli della popolazione.

E’ doveroso per noi, e dovrebbe esserlo per gli amministratori locali che hanno la responsabilita’ della qualita’ e del funzionamento dei servizi del Comune di Roma, sostenere la battaglia per la stabilizzazione di questo personale. Cosa ne pensa il sindaco Alemanno? L’esempio di Roma puo’ essere moltiplicato per gli 8.000 comuni d’Italia. In un momento di crisi grave come l’attuale le scelte del governo aggiungono nuova disoccupazione, mentre, a livello globale la politica si interroga sul modo migliore di fermare la recessione e tutelare l’occupazione.