I dati Eurostat di oggi fanno registrare per l’Italia un pessimo risultato in Europa per quanto riguarda la crescita della disoccupazione: oltre 2 punti percentuali in un solo anno. Se dovesse perdurare questa situazione di incertezza politica tutti i dati economici e sociali tenderebbero all’ulteriore peggioramento: una prospettiva inquietante. Sarebbe necessario dare una scossa all’economia, con poche e mirate misure, e pronunciare un no netto e inequivocabile alla sola politica di austerità.
Per far riprendere l’economia sarebbe fondamentale sbloccare il Patto di stabilità per gli investimenti locali e le infrastrutture, e pagare gradualmente i debiti della p.a. nei confronti delle imprese. Un programma essenziale di questa natura potrebbe essere realizzato se sui tatticismi politici prevalesse il bene del Paese.
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Istat: dati allucinanti, serve governo per rispondere ad emergenza sociale
I dati sulla crisi economica, sociale ed occupazionale sono allucinanti. È come trovarsi in caduta libera in un pozzo senza fondo. Una politica responsabile ha il dovere di dare risposte urgenti a questa situazione. Un governo di responsabilità, che operi anche a termine, su pochi punti precisi di contenuto istituzionale ed economico si può fare e non deve significare assolutamente un governissimo. La nostra incompatibilità con il Pdl è oggettiva. Sui temi dell’economia insistiamo in particolare su due punti: il primo, è relativo all’abbassamento del cuneo fiscale nel caso di assunzioni a tempo indeterminato di giovani, di over 45 e di lavoratori in mobilità. Occorre una dote di vantaggio per l’impresa e per il lavoratore. Secondo, intervenire a sostegno di coloro che sono rimasti o rimangono senza reddito: i lavoratori pesantemente colpiti dalla riforma delle pensioni di Monti; i lavoratori che hanno esaurito o esauriranno nei prossimi mesi le tutele sociali (cassa integrazione ordinaria, straordinaria, in deroga e mobilità); i commercianti, gli artigiani, le cooperative sociali e i piccoli imprenditori costretti a chiudere bottega perché lo stato non paga, le banche non fanno credito e le scadenza dei pagamenti non possono essere eluse. Un circuito perverso. A queste persone va data una risposta di emergenza anche prevedendo ammortizzatori sociali di carattere universale definiti su misura per l’attuale periodo di crisi prolungata
Thyssen: molta delusione da sentenza, ma confidiamo in Cassazione
La sentenza Thyssen Kupp sta creando molta delusione. Ci trovavamo di fronte, nel primo grado, ad un atto esemplare che aveva rimesso al centro il tema della responsabilità dell’imprenditore, della prevenzione e della esigenza di tutelare l’integrità psicofisica dei lavoratori. La nuova sentenza rappresenta, invece, una battuta d’arresto. noi abbiamo, come sempre, piena fiducia e rispetto nell’opera della magistratura e ci auguriamo che in appello si possa ripristinare la decisione del primo grado. La strada che riguarda la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro è ancora lunga: sarebbe intanto, per noi del Pd, opportuno dare attuazione alle deleghe della legge 81 rimaste lettera morta per responsabilità dei governi Berlusconi e Monti.
Governo: appoggio a Monti? Ci è costato?
L’appoggio al governo Monti? Ci è costato. E’ vero che ci ha salvato dal baratro e ci ha impedito di sprofondare come è accaduto ad altri Paesi ma siamo andati oltre il rigore necessario. Io sono stato un grande critico della riforma delle pensioni e del lavoro. Ci sono stati errori evidenti e forse dovevamo dire a gran voce che noi del rigore siamo stufi, perché non può essere una soluzione per il Paese.
Lavoro: nuovo contratto Monti? E’ grande imbroglio per legalizzare precarietà
Se Monti propone di far costare meno il lavoro a tempo indeterminato rispetto a quello flessibile, siamo molto soddisfatti perché il suo partito non fa altro che copiare le proposte del Pd. Peraltro, queste stesse proposte noi le abbiamo già applicate al tempo del governo Prodi quando si abbassò di 3 punti il cosiddetto cuneo fiscale del lavoro stabile. Se invece, con la proposta di un nuovo contratto a tempo indeterminato più flessibile, si intende una forma di assunzione riservata esclusivamente ai giovani che può prevedere di essere licenziati in qualsiasi momento anche per motivi economici non esistenti, attraverso un semplice risarcimento monetario, saremmo davanti ad un imbroglio. In questo modo, si renderebbe infatti strutturale l’esistenza di due mercati del lavoro uno de quali con minori diritti per i giovani. Noi questa tesi la combattiamo perché siamo stanchi di sentire dalla Lista Monti la predica contro l’apartheid delle giovani generazioni e una proposta politica che va esattamente in direzione opposta.
IL LAVORO CHE CAMBIA: #pubblicaamministrazione
Oggi la pubblica amministrazione è un settore in particolare sofferenza (rinnovo contratti e blocco del turn over).
Bisogna fare delle correzioni e consentire ai vincitori di concorso di cominciare a lavorare e di sbloccare il rinnovo dei contratti.
IL LAVORO CHE CAMBIA: #articolo8
Che cos’è e perchè andrebbe cancellato l’articolo 8 voluto da Sacconi





