I rapporti di Bankitalia confermano che nel nostro Paese è in atto una drammatica crescita delle diseguaglianze sociali. Chi ha di meno continua a perdere reddito mentre si arricchisce sempre più una cerchia ristretta di cittadini. La fotografia che ci consegnano i due rapporti dell’Istituto di Via Nazionale deve spingere la politica a cercare le soluzioni per far fronte a questa inaccettabile iniquità sociale. Per questo noi sosteniamo la necessità di un esecutivo a guida Bersani che possa mettere al centro dell’agenda politica l’emergenza economica oltre che la riforma della politica e respingiamo le ipotesi di un governissimo con il Pdl. Non si comprende, se non per un egoistico calcolo di bottega, la scelta di Grillo di ritirarsi sull’Aventino.
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PD: incarico a Bersani per riforma politica ed emergenza economica
Grillo non sa fare altro che dire no a qualsiasi governo, che sia tecnico o politico. Non credo che sia una posizione che potrà durare a lungo. Grillo dice nei suoi interventi che presto si arriverà a una situazione in cui non si potranno pagare stipendi e pensioni. Come politico, non dovrebbe soltanto dire queste cose, ma anche preoccuparsi di evitare che questo accada e venire cosi’ incontro alle esigenze di equità sociale di quanti lo hanno votato. Grillo deve capire che non si può fare solo ‘politica di bottega’, relativa solo al proprio partito. C’e’ di mezzo il destino non solo del Paese ma dell’intera Europa: servono atti di responsabilità.
In questo momento c’è bisogno di competenze in Aula, in commissione e al governo.
E proprio in Aula e nelle commissioni, con la mancata riconferma di deputati e senatori ‘esperti’, sara’ necessario ‘istruire’ i nuovi, Bisognerà passare il testimone. Io credo che chi ha avuto la fortuna di fare tante esperienze ha il dovere di passarle agli altri.
Sarà la direzione del Pd a stabilire, dopo una discussione democratica, la linea del Partito, a cui io mi attengo, come sempre. Di certo riteniamo di dover far sì che venga affidato l’incarico a Bersani di formare un governo che abbia un programma con al centro la riforma della politica e l’emergenza economica. Di certo, andrà cambiata la legge elettorale.
Governo: questioni economiche e sociali non possono più aspettare
Dobbiamo proporre al paese contenuti chiari ed essenziali sui temi della crisi economica e sociale: la situazione sta precipitando, ed è responsabilità della politica avanzare soluzioni e trovare convergenze prima che sia troppo tardi. Sui temi dell’economia insistiamo in particolare sulla necessità di interventi a sostegno dell’occupazione e dell’impresa anche attraverso la riduzione del cuneo fiscale per consentire di assumere stabilmente giovani, over 45 e lavoratori in mobilità. Servono inoltre intervenire a sostegno di coloro che sono rimasti o rimangono senza reddito: i lavoratori pesantemente colpiti dalla riforma delle pensioni di Monti; i lavoratori che hanno esaurito o esauriranno nei prossimi mesi le tutele sociali (cassa integrazione ordinaria, straordinaria, in deroga e mobilità); i commercianti, gli artigiani, le cooperative sociali e i piccoli imprenditori costretti a chiudere bottega perché lo stato non paga, le banche non fanno credito e le scadenza dei pagamenti non possono essere eluse.. A queste persone la politica deve dare una risposta anche prevedendo ammortizzatori sociali di carattere universale definiti su misura per l’attuale periodo di crisi prolungata. Sono problemi urgenti che non possono essere elusi.
Elezioni: se Grillo teme dissesto economico sia responsabile
Se Grillo paventa che a breve l’Italia non sarà in grado di pagare le pensioni e gli stipendi ai dipendenti pubblici, ciò dovrebbe indurlo, ancora di più, a scelte di responsabilità che evitino un disastro sociale di tal genere. Allora è tempo di superare pregiudizi e battute demagogiche avanzando, invece, proposte concrete come sta facendo il Pd. Per quanto riguarda la previdenza non solo bisogna continuare a pagarla, utilizzando a vantaggio dell’equità sociale una parte delle risorse che si risparmieranno, ma occorre anche correggere gli errori della riforma Monti-Fornero, consentendo a chi è rimasto senza reddito di poter andare in pensione con le vecchie regole.
Grillo condivide la necessità di risolvere un problema così grave per i cittadini?
Governo: programma essenziale contro disoccupazione
I dati Eurostat di oggi fanno registrare per l’Italia un pessimo risultato in Europa per quanto riguarda la crescita della disoccupazione: oltre 2 punti percentuali in un solo anno. Se dovesse perdurare questa situazione di incertezza politica tutti i dati economici e sociali tenderebbero all’ulteriore peggioramento: una prospettiva inquietante. Sarebbe necessario dare una scossa all’economia, con poche e mirate misure, e pronunciare un no netto e inequivocabile alla sola politica di austerità.
Per far riprendere l’economia sarebbe fondamentale sbloccare il Patto di stabilità per gli investimenti locali e le infrastrutture, e pagare gradualmente i debiti della p.a. nei confronti delle imprese. Un programma essenziale di questa natura potrebbe essere realizzato se sui tatticismi politici prevalesse il bene del Paese.
Istat: dati allucinanti, serve governo per rispondere ad emergenza sociale
I dati sulla crisi economica, sociale ed occupazionale sono allucinanti. È come trovarsi in caduta libera in un pozzo senza fondo. Una politica responsabile ha il dovere di dare risposte urgenti a questa situazione. Un governo di responsabilità, che operi anche a termine, su pochi punti precisi di contenuto istituzionale ed economico si può fare e non deve significare assolutamente un governissimo. La nostra incompatibilità con il Pdl è oggettiva. Sui temi dell’economia insistiamo in particolare su due punti: il primo, è relativo all’abbassamento del cuneo fiscale nel caso di assunzioni a tempo indeterminato di giovani, di over 45 e di lavoratori in mobilità. Occorre una dote di vantaggio per l’impresa e per il lavoratore. Secondo, intervenire a sostegno di coloro che sono rimasti o rimangono senza reddito: i lavoratori pesantemente colpiti dalla riforma delle pensioni di Monti; i lavoratori che hanno esaurito o esauriranno nei prossimi mesi le tutele sociali (cassa integrazione ordinaria, straordinaria, in deroga e mobilità); i commercianti, gli artigiani, le cooperative sociali e i piccoli imprenditori costretti a chiudere bottega perché lo stato non paga, le banche non fanno credito e le scadenza dei pagamenti non possono essere eluse. Un circuito perverso. A queste persone va data una risposta di emergenza anche prevedendo ammortizzatori sociali di carattere universale definiti su misura per l’attuale periodo di crisi prolungata
Thyssen: molta delusione da sentenza, ma confidiamo in Cassazione
La sentenza Thyssen Kupp sta creando molta delusione. Ci trovavamo di fronte, nel primo grado, ad un atto esemplare che aveva rimesso al centro il tema della responsabilità dell’imprenditore, della prevenzione e della esigenza di tutelare l’integrità psicofisica dei lavoratori. La nuova sentenza rappresenta, invece, una battuta d’arresto. noi abbiamo, come sempre, piena fiducia e rispetto nell’opera della magistratura e ci auguriamo che in appello si possa ripristinare la decisione del primo grado. La strada che riguarda la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro è ancora lunga: sarebbe intanto, per noi del Pd, opportuno dare attuazione alle deleghe della legge 81 rimaste lettera morta per responsabilità dei governi Berlusconi e Monti.





